CIANOTIPIEFOTOGRAMMI

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CIANOTIPIEFOTOGRAMMI

“Un viaggio attraverso valori passati ma credibilmente presenti, una voluta regressione psicoemotiva per assaporare gusti e profumi della fotografia alternativa.

Un voluto ritorno alle mie stesse radici. Ricordi presenti ma confusi di un’infanzia lontana ma sempre presente, che cerco di incastonare nella magica potenza grafica della cianotipia, riproponendoli attraverso la presenza di monoliti blu come entità tanto indissolubili quanto irremovibili.

Questi monoliti rappresentano in realtà un’analisi sperimentale sul potenziale grafico espressivo del blu di prussia. In relazione al contenuto strettamente fotografico, ho cercato una struttura portante che potesse esprimersi in termini, a mio avviso, quasi ipnotici. Nella loro semplicità esecutiva, penso nascondano la complessità e l’essenza stessa della mia passione fotografica. Verso una profondità che non piu’ conoscevo.

Un desiderio incontenibile di ritrovare le radici. Le origini di un mondo dimenticato, nebbioso, ormai sconosciuto, ma infinitivamente magico.

Una necessità, oserei dire, fisiologica, un appagamento dei sensi, il non volere più accettare l’intrusione arbitraria di meccanismi che inibiscono la mia pura volontà di creare manualmente un’ immagine, libero in sintesi di esprimermi attraverso una coerenza liberatoria, un’impronta fotocalligrafica.

Un azzerramento totale per ridimensionare se stessi, un istante di assoluta contemplazione.

Un ritorno alle origini, un ritorno verso uno stato di purezza dettata dal solo fare fotografia.

Una pace emozionale in un mondo troppo complicato, un mondo dove l’analisi esistenziale costringe l’essere ad intellettualizzare se stesso.

Una piattaforma di quasi infantile semplicità, una chiave di lettura di malinconica origine.

Una esecuzione estremamente contenuta in termini di qualita’ ottica, un uso di materiali poveri, ridotti ulteriormente durante i vari trattamenti, un voluto senso di totale abbandono estetico formale per un fine forse ermetico, ma espressamente spirituale.

Una fase regressiva , una metamorfosi dei sensi, uno sguardo a cio’ che fu, un risveglio piacevolmente infantile. Ricordi appena percettibili di un tempo passato, una sconcertante quiete malinconica racchiusa o forse anche imprigionata nella rigida entità di un monolite blu.”

Gian Maria Giordano