I DISEGNI DI ERMELINDA
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Rita Sartori è una donna che ha abitato molte vite in una sola. Insegnante di lettere, attrice di teatro, compagna silenziosa e indispensabile di Piergiorgio Colombara con cui ha condiviso un’intera esistenza. Nelle aule scolastiche ha insegnato generazioni di alunni allo stupore delle parole, sul palcoscenico ha prestato corpo e voce a personaggi nelle più diverse rappresentazioni, nella vita privata ha scelto lo studio, la conoscenza, la discrezione. Tutto può apparire come una semplice conduzione di vita normale, comune a molte persone a molte persone che esercitano hobby, ma per Rita credo sia stata molto più che un’esigenza personale coltivata nel suo studiolo, ma una vera passione verso il più silenzioso dei linguaggi: il disegno. Scegliendo la matita come mezzo espressivo e mantenendo nel più stretto riservo il suo lavoro, ha dato vita ad un gesto lieve con maestria istintiva, sentita, matura. Avrebbe potuto esporsi, firmarsi, cercare il riconoscimento, ma non lo fece. Scelse l’anonimato al punto di firmarsi con lo pseudonimo della sua cara nonna, Ermelinda. Ha lavorato su soggetti a lei più congeniali, tracciando profili esclusivamente personali. Ogni linea è un pensiero che prende forma, ogni chiarore è un’interrogazione rivolta all’etere, alla luce. Un tratto che dichiara e dissolve. Nelle sue mani la grafite non era solo materia, ma un modo di rappresentare l’essenza. Sappiamo che ogni grande testo teatrale rappresenta uno spaccato di vita, nella Grecia antica era il ponte tra storia e mito, tra umano e divino. La cultura teatrale intrapresa da Sartori, le ha permesso di esercitare la recita, abitare i corpi, viverne i drammi, i respiri, i silenzi, e in quest’atto di totale dedizione il testo si trasformava in esperienza, in rivelazione. Rita non interpretava il teatro, lo viveva. Così il suo lavoro guidato nell’assoluta leggerezza ha posato su un foglio ciò che le apparve nell’immaginario. Un segno che segna, dove la bellezza sostanziale si tramuta in essenziale, silenziosa, profondamente umana ma al contempo spirituale. Ecco, Rita studiava la dimensione spirituale. Ricercava tra le fibre della carta e la polvere della grafite varchi per una figurazione soprasensibile. Presenze lievi, figure che si librano nell’etere, apparizioni, e ancora, immagini, angeli che si dileguano, si dissolvono. Come se la sua mano tracciasse l’etere l’etere per concedere un istante di incarnazione a ciò che non può essere incarnato, con un tratto arcano e misterioso. Nel chiarore tremolante delle sue figure, la luce sembra trapelare da una dimensione lontana, antica ma satura di poesia. Tutto è rappresentato in prospettiva dal basso verso l’alto, in sequenza ascensionale, il sunto di tutte le arti, la proiezione, la trascendenza.
Silvio Seghi
RITA SARTORI
I disegni di Ermelinda
dal 20 Marzo al 10 Aprile ( prorogata fino a venerdì 29 Maggio )
Lunedì 30 marzo alle ore 17,30
al Museo dell’Attore in Via del Seminario 10
è stato presentato il volume “Rita Sartori Il Recitar nell’Arte”
Il 50% dei proventi ricavati dalla vendita dei disegni è stato devoluto per il restauro della cripta dei Frati Cappuccini di Santa Caterina in Genova
